Oltre novecento imprese di tutti i settori: il quadro che emerge dalle aziende aderenti a Confindustria Modena rispecchia la realtà economica della provincia. I comparti più consistenti sono quelli "storici" dell'industria modenese, ovvero il metalmeccanico (32,6%) e il tessile abbigliamento (16,5%). Molto nutrito anche il gruppo delle aziende ceramiche che costituiscono l'8,3% del totale mentre le industrie alimentari detengono una quota dell'8,2%. Le imprese di servizi sono orientate in gran parte all'industria e rappresentano il 22,4% della base associativa. La piccola dimensione è un'altra caratteristica saliente delle imprese di Confindustria Modena: il 64,7% ha meno di 50 dipendenti e il 45,3% ha un fatturato inferiore a 10 miliardi. Dando uno sguardo ai settori, il maggior peso in termini di grandi fatturati lo ricopre il biomedicale (il 33,3% delle aziende supera i 100 miliardi), seguito dal settore ceramico. In modo analogo il primato nel numero dei dipendenti è detenuto dal biomedicale, con il 16,6% delle aziende che conta più di 500 lavoratori, seguito dai produttori

Una nota particolarmente qualificante deriva dall'analisi della capacità esportativa: il 37% delle aziende dell'associazione colloca abitualmente all'estero oltre un terzo del fatturato; i mercati più importanti sono quelli europei, seguono il Nord America e l'Asia. Il settore che esporta di più è il biomedicale (con una quota media di export sul fatturato che supera il 51%). Seguono la ceramica con una media del 48,9%, il settore metalmeccanico (34,2%), il tessile-abbigliamento (31,3%) e l'industria alimentare (19%).

di piastrelle. Sul versante opposto, la maggior frammentazione produttiva si ritrova nel settore tessile-abbigliamento, sia in termini di fatturato (il 54,2% delle aziende non supera i 10 miliardi) sia di addetti (meno di 50 nell'81,4% dei casi).